Il Grifone cambia il pelo... e le piume, ma è sempre lo stesso

le mutazioni nel tempo dello stemma gentilizio, a seconda dei titoli concessi

e della "ramificazione" famigliare

 

raldica, qui non si approfondisce tale disciplina in quanto occorrerebbe tanto spazio. Volendo leggere testi, tesi e scambi di opinione sul tema, è bene rimandare a veri studiosi del settore e ai loro siti internet. Per osservare una versione "ufficiale" dell'insegna di Famiglia, ci sono immagini (inserite in un'apposita pagina) della pergamena rilasciata dalla Consulta araldica del Regno, qualche anno prima dell'avvento della Repubblica. Il documento si trova in casa di Alessandro Nici Grifeo, figlio della Contessa Antonia Grifeo, figlia, a sua volta, del Conte Francesco fu Severino. Alessandro ha mandato le foto che potete osservare nella pagina a loro dedicata,

Di seguito il campo è dedicato a testi e immagini sui cambiamenti e sulle sembianze assunte dallo stemma Grifeo nel corso dei secoli. Ebbene si, l'animale araldico di Famiglia ha cambiato pelle diverse volte. Non solo: ha anche cambiato "accessori". Senza contare che in una seconda pagina di questa sezione, è possibile osservare come l'Arma di Famiglia sia stata adottata da alcuni Comuni siciliani, quelli che storicamente hanno avuto a che fare con i Grifeo.

La prima presentazione va allo stemma originario, anche se in più testi lo stesso viene declinato in altri due modi :

D'oro troncato da un filetto di nero. Nel primo al Grifone di nero passante sul filetto, con branca destra erta a guisa di combattente (o, con zampa destra alzata in segno di minaccia). Nel secondo a tre sbarre (o bande) d'azzurro. Concesso con Decreto Reale del 30 ottobre 1872 anche a Francesco Conte Grifeo Duca di Valverde e discendenti.

Variante -

D'oro troncato da un filetto di azzurro. Nel primo al Grifone di nero passante sul filetto, con branca destra erta a guisa di combattente (o, con zampa destra alzata in segno di minaccia). Nel secondo a tre sbarre (o bande) d'azzurro. Nel suo Nobiliario-Blasonario, il Conte Silvio Mannucci assegna questa veste dello stemma al ramo Grifeo Principi di Pantelleria.

 

C'è da specificare che nella Cattedrale di Mazara e nella Chiesa di Santa Caterina che si trova nello stesso centro urbano, il Grifone presenta sulla testa una corona. è l'unico esempio che abbiamo con questa "variazione sul tema".

Il Mugnos e il Canonico Rocco Planeta segnalano anche quest'altra versione -

D'oro troncato da un filetto di nero. Nel primo al Grifone d'azzurro passante sul filetto, con branca destra erta a guisa di combattente (o, con zampa destra alzata in segno di minaccia). Nel secondo a tre sbarre (o bande) d'azzurro.

Poi c'è lo stemma assegnato per Decreto Reale del 18 giugno 1901 a Leopoldo Grifeo Grimaldi (nato a Catania il 4 novembre 1822), con il titolo di Nobile dei Principi di Partanna:

D'oro troncato da un filetto di nero. Nel primo al Grifone di rosso passante sul filetto, con branca destra erta a guisa di combattente (sulla posizione della zampa non c'è indicazione nel decreto, ma si presume debba ricalcare quella dello stemma famigliare). Nel secondo a tre sbarre (o bande) d'azzurro. Stemma in uso anche al ramo Grifeo Sciacca-Napoli (Nobiliario-Blasonario - Mannucci).

Per tutti lo stesso motto: Noli Me Tangere

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